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Listone fantacalcio: come prepararlo per l'asta

Il listone è l'unico documento che all'asta hanno davanti tutti: il banditore per chiamare, i partecipanti per depennare, chi tiene i conti per controllare che il nome esista. Ed è anche il documento che quasi nessuno prepara. Si scarica il PDF la sera prima, si stampa, e a metà serata si scopre che i segni a matita non si capiscono più e che un attaccante risulta venduto a due squadre diverse.

Trattato bene, fa il lavoro opposto: dice in ogni momento chi è ancora libero, quanto vale sulla carta e quando conviene chiamarlo. La preparazione richiede mezz'ora, non un weekend, a patto di lavorare sul file e non sulla carta.

Cosa c'è dentro (e cosa no)

Le voci sono sempre le stesse: ruolo, nome, squadra, quotazione iniziale. Nel Classic i ruoli sono quattro, portiere, difensore, centrocampista, attaccante; nel Mantra diventano una decina e il file guadagna una colonna. La quotazione è il dato che genera più equivoci. Dice una cosa sola: quanto quel giocatore è considerato forte rispetto agli altri del suo ruolo. È una classifica, non un listino prezzi.

Il prezzo lo fa la vostra asta. Un attaccante quotato 30, in una lega da 8 squadre con 500 crediti a testa, può andare via a 120 se lo vogliono in tre; un difensore quotato 1 che gioca titolare ogni domenica si porta a casa con 5. La quotazione non sa quante squadre siete, che budget avete, né chi al tavolo tifa per chi. Usatela per ordinare i giocatori, mai per decidere quanto offrire: per quello servono un budget per reparto e un piano, e qualche schema che regge esiste.

Prepararlo senza rifarlo a mano

Il primo istinto è aprire un foglio nuovo e ricopiare i nomi che interessano. Errore: all'asta serve il listone intero, perché il banditore chiamerà anche gente che non avevi considerato, e un nome fuori lista genera una discussione ogni volta. Il metodo giusto è partire dal file completo di una fonte affidabile e aggiungere colonne tue, senza toccare quelle originali:

  • una colonna "tetto", il massimo che sei disposto a spendere, compilata solo per i 20-30 obiettivi veri;
  • una colonna "fascia", con prima, seconda e terza scelta per reparto, così quando ti soffiano un nome sai subito dove ripiegare;
  • una colonna "note" per le cose che la quotazione non dice: rigorista, ballottaggio, rientra da infortunio a ottobre.

Poi si ordina per ruolo e quotazione decrescente e si è pronti. Se l'asta è su carta, si stampa così com'è; se è su una piattaforma, si importa il file originale e le colonne personali restano nel tuo foglio, dove nessuno le vede.

I big all'asta comunque, gli altri a chiamata

In un listone di Serie A ci sono oltre 500 nomi. In una lega da 8 squadre con rose da 25 se ne assegnano 200. Mettere all'asta tutti e 500, uno per uno, significa passare ore su giocatori che nessuno vuole. Il modello che funziona è a due livelli.

I big vanno all'asta comunque: si fissa prima una soglia, per esempio i primi 10 portieri, 30 difensori, 30 centrocampisti e 20 attaccanti per quotazione, e questi nomi finiscono nell'urna. L'ordine di uscita è sorteggiato, così nessuno può tenersi i crediti in tasca sapendo esattamente quando esce il suo preferito. Tutti gli altri si assegnano a chiamata: quando un partecipante ha uno slot libero e vuole un nome fuori dall'urna, lo chiama, e da lì parte un rilancio normale. Se nessuno rilancia, se lo porta via a 1.

La soglia va scritta nel regolamento prima dell'asta, insieme all'ordine dei reparti e a cosa succede se uno slot resta vuoto: decisioni da prendere a tavolino, come le altre regole d'asta. Sul listone basta una colonna in più: U per urna, C per chiamata. Il Deportivo Divano che a fine serata vuole il terzo portiere a 1 lo chiama e basta.

Gli aggiornamenti dell'ultima ora

Il problema è il calendario: il mercato chiude i primi di settembre, le aste si fanno quasi tutte fra fine agosto e le prime giornate. Fra il momento in cui scarichi il listone e la sera dell'asta possono succedere cessioni, arrivi e infortuni.

Tre regole pratiche. Primo: il listone si congela a una data dichiarata, la mattina dell'asta è la scelta più pulita. Il banditore riscarica il file aggiornato e quello fa fede, non la stampa di una settimana prima. Secondo: chi compra un giocatore che poi lascia la Serie A prima della chiusura del mercato viene rimborsato secondo una regola scritta in anticipo, che sia rimborso pieno, rimborso alla quotazione o nessun rimborso. Terzo: gli infortuni non si rimborsano mai. Fanno parte del gioco, e chi ha pagato 90 un centravanti che si ferma alla prima giornata ha la solidarietà del tavolo, non i crediti indietro.

I formati dei file

Se il listone arriva da Fantacalcio.it, il file delle quotazioni è un Excel con ruolo, nome, squadra e quotazione. Le app di lega esportano quasi sempre CSV. Il PDF esiste solo per la stampa: estrarne i dati a mano è un lavoro da non fare. Prima di importare conviene controllare tre cose:

  • l'intestazione: la prima riga deve contenere i nomi delle colonne, non il titolo del documento o il logo di qualcuno;
  • gli accenti: se un CSV mostra caratteri strani al posto delle lettere accentate, il problema è la codifica, e riesportare in UTF-8 lo risolve;
  • gli omonimi: due giocatori con lo stesso cognome si distinguono per squadra, quindi la colonna squadra non è facoltativa.

Le piattaforme d'asta importano questi file direttamente: su Fanta Rainbow, per dire, carichi l'Excel delle quotazioni e il listone finisce in linea, collegato a crediti e rose. Ma il principio vale con qualunque strumento, foglio condiviso compreso: un solo file canonico, aggiornato dal solo banditore, e nessuna copia che gira su WhatsApp. Due versioni diverse dello stesso listone al tavolo producono litigi con la stessa puntualità di un rigore al novantesimo.

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